Penne con i calamari


Penne ai calamariEccola la funzione terapica di questo blog, la scoperta di me, uno dei centri nevralgici del mio mangiare è il peperone che deve esserci, che c’è spesso. Adesso resta da scoprire il perché.

L’altra sera al rientro dal lavoro, rovistando nel surgelatore in preda alla fame e in balia del solito vuoto frigorifero trovo una busta di calamari messa li da mia moglie una settimana prima. Tolgo per scongelare.

Nel frigo un povero peperone disperato m’implorava di usarlo, di non lasciarlo più li da solo a scontare chissà quale colpa. Mi son sentito il padre di Kafka e l’ho accolto sul mio tagliere.

Niente pasta all’uovo che dopo un poco diventa faticosa. Penne, le buone e sane penne che, da bambino, prendevo con le mani dal piatto di mio nonno per imboccarlo come lui faceva con me.

Per 2 persone e mezzo:

  • 300 grammi di penne
  • 400 o 500 grammi di calamari
  • Un quarto di peperone rosso
  • 6 o 7 cucchiai di olio
  • 3 spicchi di aglio
  • 4 o 5 cucchiai di pane grattato
  • sale, pepe, peperoncino
  • Scorza di limone grattugiato

Fate insaporire 4 o 5 cucchiai di olio con due spicchi di aglio schiacciati e privati della buccia.

Nel frattempo tagliate i calamari finissimi a rondelle o a striscioline. Ma proprio finemente. Gettateli nell’olio ben caldo a fuoco medio.

Tagliate sottilmente la falda di peperone pulita di semi e filamenti. Del peperone dovete sentirne l’aroma ma poi dev’essere come se non ci fosse. Aggiungetelo ai calamari.

Mettete a cuocere la pasta.

Fate fare l’acqua al pesce e salate. Manteneteli al caldo senza andare troppo avanti con la cottura. Togliete l’aglio.

Ancora molto al dente scolate la pasta e aggiungetela ai calamari saltando a fuoco alto e portandola a cottura aiutandovi se occorre con l’acqua di cottura della pasta. Se saltate veramente la pasta vi farà quella bavetta che, spero si veda nella foto, vela il farinaceo.

Servitela nei piatti aggiungendo sopra il pane grattato tostato – il colore deve essere lo stesso dello zucchero di canna grezzo – (o fritto) con l’olio rimanente profumato all’aglio, salato giustamente in modo che si senta e buccia di limone aggiunta grattugiata quando il fuoco sotto al pane è spento.

Se volete potete aggiungere del prezzemolo tritato; potrei dirvi che io non l’ho messo perché in questo periodo la nota fresca ed erbacea non la gradisco ma sarebbe una bischerata. Semplicemente quello che avevo da settimane nel frigo aveva la consistenza della maionese.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Cucinare e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...