Pizza (o qualcosa di simile)


Pizza seconda infornataPizza, ho amici talmente invasati che se scoprono che ho chiamato pizza questo prodotto mi uccidono. E forse hanno ragione, è la tendenza tutta nostra – tutta mia – a dare per scontato molte cose. E che vuoi che sia?

Facilone, anche perché come potrei chiamarla? Pasta lievitata da stendere in uno strato abbastanza sottile e, una volta condita con vari prodotti, cuocere in forno a temperatura piuttosto elevata.

Vallo a spiegare al bambino, lui la guarda e mi dice “Pizza”. E pizza sia. Questo post è per la pasta, non per il condimento anche se vi dirò come sono farciti gli otto quarti.

Per due teglie grandi:

  • 900 grammi di farina 00
  • 500 millilitri di acqua naturale (mezzo litro)
  • 25 grammi di lievito di birra (un cubetto)
  • un cucchiaino di sale fino
  • mezzo cucchiaino di zucchero
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 50 grammi di burro fuso

Mettere in un recipiente adatto la farina, il sale e lo zucchero, l’olio ed il burro tenuto fuori dal frigo ad ammorbidire.

Sciogliere il lievito utilizzando un goccio di acqua del mezzo litro disponibile. Aggiungere alla farina assieme all’altra acqua.

Per questa operazione tenete presente la legge dei 70 gradi. Temperatura ambiente + Temperatura farina + Temperatura acqua = 70 gradi.

Impastate tutto per una ventina di minuti poi coprite con un panno pulito e mettete nel luogo più tiepido della casa. Dopo un’oretta e mezzo o due la pasta sarà raddoppiata.

Da qui in poi utilizzatela come volete. Ottima fritta, interessante per la pizza e ottima per fare dei panini. La crosta non diventa scura con semplicità. Io ho cotto a 220 gradi in forno convenzionale.

Come l’ho condita io; nella prima mandata – foto ad inizio pagina – era così composta (in senso orario):

  • Mozzarella, Gratton de canard (sfilacciature di polpa d’anatra cotte con il grasso del volatile stesso) e cipolla
  • Gorgonzola
  • Mozzarella e carciofi saltati in padella
  • Indivia belga e Royal (un formaggio francese ricco di panna)

Pizza prima infornataLa seconda mandata era invece condita così (sempre in senso orario)

  • gorgonzola con aggiunta, dopo cotta, di marmellata di peperoncini
  • mozzarella, prosciutto cotto e, dopo cottura, pesto
  • Indivia belga, brie e, dopo cottura, prosciutto di grigio del casentino
  • come nel secondo quadrante

La prima ridondanza, quella del gorgonzola, è dovuta all’idea venuta poi di aggiungere la marmellata. La seconda, indivia, alla sostituzione dei formaggi e all’aggiunta dell’affettato. La terza, prosciutto cotto, alla voracità del bambino. Era tanta, con gli avanzi ci abbiamo fatto colazione e merenda il giorno dopo.

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