Pasta all’uovo


Pasta all'uovoEcco una cosa fondamentale che mi ero dimenticato. La pasta all’uovo penso vada a collocarsi in uno di quei luoghi della memoria di ciascuno.

Il passaggio successivo di ogni bambino all’impastare terra e acqua quando d’estate è fuori o al mare, alle mamme che coinvolgono (giustamente) gli infanti alla produzione smodata di pasta di sale per addobbare gli alberi di natale di stelle, lune e ometti grondanti di porporina è quello della pasta all’uovo.

Io lo facevo con mia nonna, come del resto gli gnocchi, anche se mi faceva un poco effetto toccare con le mani quelle uova viscide e poi ritrovarmi incollato alle dita quell’impasto. Lo facevo con timore perché, nonostante la pasta fosse buonissima, a volte mia nonna voleva fare i ravioli. E non le riuscivano eccessivamente bene. Colpa delle chiusure precarie e dell’impasto del ripieno sempre troppo insapore e duro.

La pasta all’uovo io la faccio così:

  • 400 grammi di farina
  • 3 uova intere
  • 2 tuorli
  • 1 cucchiaio di olio
  • 1 mezzo cucchiaino di sale raso

Setacciare la farina e fare la fontana sulla spianatoia, inserire all’interno tutti gli altri ingredienti ed impastare.

Impastare vuol dire fare in modo che la pasta diventi liscia, omogenea, non appiccicosa e soda. Aiutatevi con della farina sulle mani.

Ad inizio operazioni la pasta tenderà a sbriciolarsi un poco. Voi recuperate le briciole ed insistete. Quelle sono ancora utilizzabili.

L’impasto è fondamentale: dovete fare in modo con le mani di portare materiale dal bordo verso il centro della pasta. Si dura fatica se si fa a mano.

Dovrete continuare a lavorarla per diversi minuti. Diciamo 10 o 15.

Pulite la spianatoia raschiando le cose che saranno rimaste appiccicate. Quelle buttatele e non incorporatele alla pasta.

Quando avrete ottenuto una pasta che risponde alle caratteristiche dette sopra fatene una palla e avvolgetela nella pellicola. Fatela riposare mezz’ora o un’ora.

Questo serve a fare in modo che, nelle lavorazioni successive, la pasta si lasci distendere e lavorare più agevolmente, smorzando la tendenza a ritirarsi dopo ogni lavorazione.

Potete utilizzarla sia per tagliolini che per pappardelle o altri usi. Ma anche per lasagne o paste ripiene.

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