Pollo saltato croccante


C’era un luogo dove mi capitava, un paio di anni fa, di fare sosta e mangiare al ritorno dal lavoro. Pranzo a prezzi abbastanza modici, porzioni da camionista e possibilità di rifornire l’auto di benzina.

Era una stazione di servizio lungo una provinciale nella quale avevo scoperto, con mio sommo gaudio, che non era affiliata a nessun grande franchising  dell’alimentazione da viaggio nonostante le insegne.

Avevano una piccola cucina dove lavorava una ragazza, ormai donna matura, che frequentavo da bambino nelle calde sere estive in cui venivo lasciato a dormire dai nonni materni.

Niente pensieri da film boccaccesco nel quale il giovane virgulto era avviato alle gioie del sesso dalla ragazza audace e provocante. Nascondino e giochi alla festa paesana.

Li mangiavo, al distributore dico, questo enorme piatto di straccetti di pollo croccantissimi e che non disdegnavano l’aglio.

Per 2 persone:

  • 5oo/600 grammi di petto di pollo senza pelle (o se siete coraggiosi e il vostro senso dell’orrido non è poi così sviluppato potete usare petto di tacchino)
  • 5/6 cucchiai di olio di oliva
  • 1 capo d’aglio (o anche di più)
  • 10 foglie di salvia
  • sale e pepe
  • farina 00

Tagliate a cubetti piuttosto piccoli il petto di pollo, un po’ più grande che quello del ristorante cinese.

In una padella ampia, i salta pasta sono ottimi, mettete l’olio e fatelo scaldare con tutto l’aglio (senza togliere la buccia) e la salvia.

Infarinate il pollo e sbattetelo per privarlo dell’eccesso, alzate il fuoco al massimo e quando sarà bollente buttate dentro i cubetti.

Fate in modo che tutto il pollo sia in un solo strato e, mantenete una fiamma importante, fate prendere colore. A questo punto cominciate a saltare.

Quando il pollo avrà un colore dorato, la salvia sarà croccante e l’aglio morbido spegnete il fuoco, salate e pepate.

Servite distribuendo equamente pollo e odori. Ma si sa che a tavola non c’è democrazia.

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